Vai al contenuto
Parliamone

Siti web ed e-commerce · 16 Settembre 2026

Quanto costa rifare un sito web che c’è già

Chi cerca quanto costa rifare un sito web, di solito, un sito ce l’ha già. È online da qualche anno, magari porta ancora qualche contatto, ma è diventato lento, datato, scomodo da consultare dal telefono. Oppure non porta più niente e non si capisce perché.

Rispetto a chi parte da zero c’è una differenza importante: tu hai qualcosa da tenere e qualcosa da buttare. Il prezzo di un rifacimento dipende quasi tutto da come il sito si divide tra queste due colonne. In questo articolo mettiamo in fila i tre lavori che si nascondono dietro “rifare il sito”, le fasce di prezzo che si trovano sul mercato italiano nel 2026, cosa le fa salire e le domande da fare prima di firmare un preventivo.

Restyling, rifacimento, sito nuovo: tre lavori diversi

“Rifare il sito” è un’espressione che copre lavori molto lontani tra loro. Capire quale ti serve è il primo modo per non pagare troppo, o troppo poco.

Il restyling. Si aggiornano grafica e parte tecnica, tenendo più o meno la stessa struttura e gli stessi testi. È il lavoro giusto quando il sito funziona ma dimostra i suoi anni: non è comodo da telefono, si carica piano, trasmette un’immagine che l’azienda ha superato.

Il rifacimento. Si ripensano le pagine, i testi e il percorso di chi arriva: cosa trova per primo, cosa deve capire, dove lascia un contatto. La grafica cambia, ma la parte che conta di più è quella che non si vede. È il lavoro giusto quando il sito non porta richieste, o porta quelle sbagliate.

Il sito nuovo. Si ricostruisce da capo perché è cambiata l’azienda: un catalogo tecnico da gestire, nuove lingue, un collegamento con il gestionale o con il CRM, un’area riservata ai clienti. Del vecchio sito si salvano soprattutto gli indirizzi delle pagine e le posizioni su Google.

Capita spesso che chi chiede un preventivo pensi al primo lavoro e abbia bisogno del secondo. O che paghi il terzo quando bastava il primo.

Quanto costa rifare un sito web: le fasce di prezzo nel 2026

Le agenzie italiane che pubblicano i propri prezzi, quest’anno, indicano fasce abbastanza simili tra loro. Le riassumiamo qui per orientarsi.

Tipo di lavoroCosa comprende di solitoFascia indicativa
Restyling di un sito vetrinaGrafica nuova, adattamento al telefono, aggiornamento tecnico, stessi contenuti800-1.500 €
Rifacimento di un sito aziendaleNuova struttura, testi rivisti, pagine dei servizi, SEO di base e migrazione1.500-3.500 €, fino a circa 6.000 € con testi e architettura rifatti da zero
Sito B2B strutturatoCatalogo tecnico, più lingue, integrazioni con gestionale o CRMda 6.000 € in su

Due avvertenze. Sono fasce, non preventivi: lo stesso sito può stare in fondo o in cima alla fascia a seconda delle voci del prossimo paragrafo. E un prezzo molto sotto la fascia non è per forza un affare: di solito vuol dire che qualcosa, tra testi, migrazione e assistenza, non è compreso.

Cosa fa salire (o scendere) il prezzo

A parità di dimensioni, due rifacimenti possono costare uno il doppio dell’altro. Le voci che fanno la differenza sono quasi sempre queste.

Quanti tipi di pagina diversi. Conta meno il numero di pagine e più il numero di modelli. Un sito di trenta pagine costruite su quattro modelli costa meno di uno di quindici pagine tutte diverse tra loro.

Chi scrive i testi. Riusare i testi esistenti costa poco. Riscriverli perché spieghino bene cosa fai, per chi e perché sceglierti è un lavoro a sé, e spesso è quello che cambia davvero i risultati.

Foto e video. Le foto d’archivio scattate con il telefono raramente reggono un sito nuovo. Un servizio fotografico in azienda è una voce in più, ma pesa molto sulla fiducia di chi arriva.

Lingue. Ogni lingua in più non è una traduzione automatica: sono testi da adattare, pagine da controllare, a volte ricerche su Google diverse da un paese all’altro.

Integrazioni. Collegare il sito al gestionale, al CRM o a un catalogo che si aggiorna da solo è la voce che fa salire di più il prezzo, e quella su cui conviene chiedere più dettagli.

Da dove si parte. Se il sito attuale è su una piattaforma che non si può riusare, o nessuno ha più gli accessi, una parte del lavoro serve solo a recuperare quello che c’è.

La voce che manca in molti preventivi: non perdere quello che il sito ha già

Un sito online da anni ha accumulato qualcosa che non si vede: gli indirizzi delle pagine che Google conosce, le posizioni guadagnate su alcune ricerche, i collegamenti da altri siti. È un patrimonio, e con un rifacimento fatto male si perde in un giorno.

Il lavoro che lo protegge si chiama migrazione, e il suo cuore sono i reindirizzamenti (i “redirect”): ogni vecchio indirizzo deve portare alla pagina nuova che ne prende il posto. Se una pagina che oggi riceve visite da Google finisce su una pagina di errore, quelle visite spariscono, e non tornano da sole.

Prima di toccare qualunque cosa conviene fare una fotografia: quali pagine portano visite, per quali ricerche, da dove arrivano i contatti. Se il sito è collegato a Google Search Console, sono dati che si leggono in pochi minuti. Poi, con il sito nuovo online, si ricontrolla che ogni vecchio indirizzo porti dove deve.

Se in un preventivo di rifacimento questa parte non compare, chiedila. È la differenza tra un sito nuovo che riparte da dove era arrivato quello vecchio e uno che riparte da zero.

Restyling o rifacimento: come capire cosa ti serve

Una regola pratica, partendo da quello che il sito fa oggi.

Se porta contatti ma sembra vecchio, probabilmente basta un restyling. Il problema è l’immagine, non il funzionamento: si interviene senza rompere quello che va.

Se è bello ma non porta niente, un restyling non basta. Serve rifare il percorso: cosa cerca chi arriva, cosa trova, cosa gli chiedi di fare. Cambiare solo la grafica darebbe un sito più bello che continua a non portare niente.

Se l’azienda è cambiata (servizi nuovi, mercati nuovi, un catalogo che il sito non riesce più a contenere) serve un progetto nuovo, che parta da com’è l’azienda oggi.

Se non sei sicuro di quale sia il tuo caso, nell’articolo Restyling sito web: 7 segnali che ti dicono che è ora di rifarlo trovi i segnali più comuni, uno per uno.

Le domande da fare prima di firmare

Due preventivi con lo stesso totale possono comprare cose molto diverse. Queste domande aiutano a confrontarli davvero.

  1. I vecchi indirizzi vengono reindirizzati alle pagine nuove? E chi controlla, dopo la messa online, che funzioni tutto?
  2. Chi scrive i testi? Se li scrivi tu, chi li rivede? Se li scrive l’agenzia, quanti giri di correzione sono compresi?
  3. Quante revisioni sono incluse su grafica e contenuti, prima che scattino costi extra?
  4. Dominio, hosting e accessi restano intestati a te? Un sito di cui non hai le chiavi non è davvero tuo.
  5. Cosa succede dopo la messa online? Aggiornamenti, sicurezza, copie di backup: sono compresi, sono a parte, o non se ne occupa nessuno?
  6. Come si misura se il sito nuovo funziona meglio del vecchio? Senza contare i contatti prima e dopo, non lo saprai mai.

Il costo che non compare in nessun preventivo

C’è una voce che nessuno mette in fattura: quanto costa tenere un sito che non porta clienti. Ogni mese in cui chi ti cerca trova una pagina confusa, lenta o datata è un mese di contatti andati a qualcun altro.

Rifare un sito non è una spesa da ripetere ogni due anni per stare al passo. È un investimento da fare quando serve, nel modo giusto: sapendo cosa tenere, cosa cambiare e come misurare se ha funzionato.

Se vuoi capire quale dei tre lavori serve al tuo sito, scrivici. Guardiamo il sito com’è oggi e ti diciamo cosa terremmo, cosa rifaremmo e perché. Come lavoriamo ai siti aziendali lo trovi nella pagina Siti web.

Il tuo sito fa quello che dovrebbe?

Se questo articolo ti ha fatto venire dei dubbi, la pagina sui siti web spiega come li affrontiamo. C’è anche un’analisi automatica gratuita.

Vedi come lavoriamo